Miss Progress International 2017: il titolo va alla filippina Jedaver Pancho Opingo.

Il teatro comunale di Carosino ha ospitato la quinta finale della manifestazione dedicata ad Ambiente, Salute, Diritti umani e Integrazione culturale. Il premio per l’ambiente all’italiana Claudia Baroni.

CAROSINO – Riflettori spenti e facce sorridenti, non sempre accade questo al termine di una pur sana competizione. Tutte le Ambasciatrici del Progresso, provenienti da paesi di tutti e cinque i continenti, hanno invece compreso appieno il loro ruolo e hanno unanimemente concordato con l’opinione della giuria che ha assegnato il titolo del miglior progetto sui diritti umani e quello di vincitrice assoluta di Miss Progress International 2017Mary Grace Jedaver Pancho Opingo, filippina di North Cotabato.

Jedaver, Miss Progress International 2017, tra Giusy Nobile, presidente e Giuseppe Borrillo, direttore dell’evento

Jedaver, ha vinto grazie al suo progetto che ha intitolato “Love IPs” (ama gli indigeni) e dedicato alle tribù delle Rif Mountain del suo pese che, purtroppo, vivono isolati e sono discriminati per via della loro etnia. Col premio ricevuto dall’associazione culturale In Progress, organizzatrice dell’evento continuerà il tour già avviato in quelle zone portando sostegno morale, contribuendo all’alfabetizzazione e donando anche beni di prima necessità.

“Sono grata agli organizzatori che mi avevano invitata già nel 2015 e nel 2016, quando non ho potuto partecipare perché l’ambasciata italiana a Manila non mi ha concesso il visto. Nel frattempo ho dato vita al mio tour ‘Caravan for Progress’ che potrò continuare a finanziare sia col premio ricevuto sia grazie alla grande popolarità che sembro aver acquisito con la conquista di questo prestigiosissimo titolo”.

A sostegno di queste affermazioni Giusy Nobile e Giuseppe Borrillo, fondatori del sodalizio no-profit che ha sede a Carosino, citano le migliaia di visualizzazioni della diretta web pervenute dalle Filippine, oltre a numerosi articoli pubblicati sull’evento nel volgere di poche ore.

“Sono stati dieci giorni magnifici – aggiunge Jedaver – e la Puglia si è rivelata un vero e proprio scrigno di tesori che meritano una visibilità ancora maggiore. Il National Geographic ha ragione a definirla la regione più bella del mondo!”.

Lo stesso entusiasmo sull’ospitalità ricevuta è comune anche tra le altre concorrenti, anche quelle che non si sono aggiudicate uno degli altri titoli in palio:

Naomi Train (Regno Unito): Miss Progress Internet (4.465 voti)
Daria Feshchenkova (Ucraina): Miss Progress Integrazione Cuturale
Ianaiara Gonzalez Nieradka (Paraguay): miglior costume tradizionale (la dea paraguaiana della luna)
Claudia Baroni (Italia): Miss Progress Ambiente
Natalia Guerrero (Perù): Miss Progress Salute

da sinistra: Ianaiara, Natalia, Giuseppe Borrillo, Jedaver, Giusy Nobile, Claudia, Daria e Naomi

La serata, iniziata alle 21 in punto, è stata brillantemente condotta da Marco Vernile, il noto attore de “L’onore e il rispetto”, e Rebecca Ajala, la modella londinese che si è occupata della traduzione simultanea per gli spettatori che seguivano la diretta da tutto il mondo e ha visto esibirsi gli Spaghetti Brothers e la Compagnia Filodrammatica Maruggese.

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